"Decreto Rilancio" e contributo a fondo perduto

Venerdì, 26 Giugno 2020 15:21

 

Contributo a fondo perduto del Decreto Rilancio: cos'è?

Il contributo a fondo perduto che il Decreto “Rilancio” ha messo in campo per sostenere i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid-19” e dal lockdown conseguente, è una mano tesa alle imprese italiane, inserite a pieno titolo tra i destinatari della misura, se con fatturato e corrispettivi di aprile 2020 inferiori ai 2/3 di quelli di aprile 2019.

L’importo del contributo a fondo perduto viene calcolato, dispone l’articolo 25 del decreto, applicando una percentuale alla differenza tra ammontare del fatturato e dei corrispettivi del 2020 e ammontare del fatturato e dei corrispettivi del 2019.

  • 20% per le imprese che nel 2019 hanno registrato ricavi o compensi fino al 400 mila euro;
  • 15% per imprese e partite IVA con fatturato 2019 fra 400 mila e 1 milione di euro;
  • 10% per le aziende con fatturato 2019 fra 1 milione e 5 milioni di euro

Il contributo a fondo perduto del Decreto Rilancio è riconosciuto per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche, 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non rileva ai fini del rapporto di deducibilità e non concorre alla formazione del valore della produzione netta ai fini IRAP: è esentasse!

“Rilancio” dell’export e dell’internazionalizzazione senza il peso di garanzie

decreto rilancio contributo fondo perdutoLasciate le prescrizioni, conosciute ai più, è senz’altro utile scoprire una tra le misure di potenziamento dei finanziamenti agevolati offerti alle imprese dal “Rilancio” attraverso SIMEST che, assieme a SACE, è il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del gruppo Cassa Depositi e Prestiti.

La novità – che consiste nel non dover prestare garanzie - sta nella deroga alla normativa che disciplina il Fondo 394, che ha, per il 2020, una dotazione di 600 milioni, più 300 per le quote di cofinanziamento a fondo perduto.

L’esenzione, attiva da qualche giorno, tocca un periodo con termine a fine anno.

Nessuna valutazione del merito creditizio, dunque. Le imprese richiedenti il finanziamento agevolato, se concesso, quindi ottenuto, lo riceveranno in un mese dall’avvio dell’istruttoria.

L’intero processo si svolge nella piattaforma del Polo.

Di più: si può chiedere fino al 40% del finanziamento a fondo perduto, eccezion fatta per il finanziamento Inserimento Mercati esteri, che limita la misura al 20%.

Importo massimo concedibile: 100 mila euro, aumentato del 50% (per un limite di 800 mila euro di aiuti per singola impresa) dal via libera della Commissione UE all’applicazione alla misura del “temporary framework” sugli Aiuti di Stato.

Inclusa finalmente nel perimetro d’intervento, l’estensione dell’operatività dei finanziamenti agevolati a progetti in ambito UE rappresenta un’occasione per le nostre piccole o grandi aziende che operano all’estero, che almeno fino a dicembre contano su uno strumento di accesso diretto e rapido alla liquidità.

 


 

Si ringrazia  Logo Deleganoi per la stesura dell'articolo

 

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