Smart working: opportunità parzialmente colta

Venerdì, 20 Novembre 2020 12:41

 

SMART WORKING E LE SUE OPPORTUNITÀ: DALLA NICCHIA AL TREND

In uno dei primi – e più letti - articoli di questo blog, datato 2016 e intitolato Smart working: il mondo è il tuo ufficio, abbiamo già parlato di cos’è lo smart working, “come fare per”, quali sono i vantaggi, le opportunità e i dati. Non avremmo mai pensato di parlare di smart working in relazione ad una pandemia globale.

L’argomento stesso “smart working” è passato da essere di nicchia all'essere di tendenza, sulla bocca di tutti. Il grafico in basso mostra l’andamento delle ricerche web per la keyword smart working a partire da ottobre 2016, data del nostro vecchio articolo, ad oggi.

smart working trend

Il trend è evidente, con un aumento esponenziale delle ricerche già dall’ultima settimana di febbraio 2020, con un picco nella settimana del 9 marzo, con il lockdown sancito dal Dpcm #iorestoacasa. L’impatto visivo del grafico è notevole. E lo è ancor di più se pensiamo ai dati: nel 2016 solo il 5% delle PMI aveva introdotto un progetto di smart working, schizzato al 73% quest’anno (seppur si parli di smart working forzato date le circostanze).

Non discuteremo in questa sede delle differenze tra telelavoro, come quello claustrofobico da lockdown, e smart working, ma quest’ultimo era utilizzato quasi esclusivamente dalle grandi aziende, più pronte culturalmente e in termini di digital transformation a coglierne le opportunità

riunioni zoom smartworking

Tuttavia c’è poco da obiettare: lo smart working ha salvato l’economia italiana in questo folle 2020 e migliaia di piccole aziende, tamponando (termine più gettonato dello smart working) un’emorragia che solo 15 anni fa sarebbe stata fatale. Il mondo 15 anni fa era totalmente diverso e lo smart working era quasi impensabile: basti pensare alla diffusione di ecommerce anche per micro-attività, la fibra ottica e il wi-fi, la possibilità di fare riunioni a distanza, di comunicare in maniera istantanea grazie ai social (aziendali e non), l’immissione sul mercato degli smartphone e la conseguente diffusione delle app e del connected everywhere, la possibilità di tenere sotto controllo le attività lavorative anche da remoto, di gestire il personale da qualunque posto e in qualunque momento grazie a software come quelli dell'HR Suite di Zucchetti… Sviluppi tecnologici recenti che portano con sé anche nuove consapevolezze.

Una nuova cultura.

Forse.

Perché forse?

Alla ricerca di una nuova normalità

Prendiamo il caso dello smart working in questo 2020. In un’indagine condotta da BVA DOXA in pieno lockdown, ben il 90% delle aziende italiane esprimeva giudizio favorevole in termini di efficienza e gestione dell’attività lavorativa. Le aziende italiane avevano scoperto che lo smart working funziona. E ciò deve aver lasciato il segno nei manager, perché 2 su 5 dichiarava di voler continuare ad adottarlo in maniera continuativa anche dopo l’emergenza. Secondo una survey di AIDP, il 68% delle aziende (2 su 3!) avrebbero prolungato l’attività di smart working anche nella fase di ritorno alla normalità post-Covid.

spiare dipendente

Numeri confortanti, ma che nella pratica non sono stati pienamente rispettati.

Secondo una ricerca più recente condotta dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, tra fine settembre e inizio ottobre ben l’80% dei lavoratori delle PMI che avevano lavorato in smart working, era ritornato a lavorare in sede. Se non colpisce il dato che il 46,9% delle aziende ritiene necessaria la presenza per poter svolgere l’attività quotidiana (es. per attività commerciali, ristorative, ricettive e che prevedono il contatto con la clientela), è molto più significativo quel 27% che ritiene di non essere sufficientemente attrezzato per poter organizzare le attività in modalità smart, o quel 22,4% che dichiara di voler controllare meglio i propri dipendenti.

Secondo la stessa ricerca, anche a fronte dell’attuale aggravarsi dell’emergenza sanitaria, ben il 57% degli intervistati, avrebbe fatto di tutto per tenere i propri lavoratori in sede.

È evidente come la resistenza all’innovazione e le barriere culturali caratterizzino una grossa fetta del tessuto produttivo italiano.

smart working telelavoro

È pur vero che non è tutto oro quel che luccica. Nel nostro articolo del 2016 avevamo già accennato alle controindicazioni da foglietto illustrativo dello smart working. Qualcuno ha recentemente puntato il dito anche nei confronti della motivazione, che potrebbe scemare in quanto manca il “contatto con l’azienda”, che il lavoro di squadra sia efficace solo se in presenza, che le distrazioni sono maggiori o che lo smart working alla lunga nuocerebbe anche alla creatività.

Ma gli effetti indesiderati, che pur esistono, possono essere superati con un approccio maturo allo smart working, ad una cultura aziendale solida, la fiducia nei propri dipendenti e nella loro professionalità, un management basato sugli obiettivi.

E in ogni caso i vantaggi sono molteplici. Come dicevano gli antichi “Repetita iuvant”: riepiloghiamo quali sono i vantaggi e le opportunità dello smart working.

Smart working: quali vantaggi per i lavoratori?

smart working opportunit2 vantaggi pratici

Fiducia dell’azienda e autonomia del lavoratore sono centrali nella costruzione del giusto clima per il ricorso al cosiddetto “lavoro agile”. Dato per basilare questo doppio presupposto, lo “smart worker” sarà più soddisfatto del proprio lavoro e, altro aspetto essenziale, conquisterà maggiore padronanza di competenze digitali.

Effetto immediato: si responsabilizzerà.

3 vantaggi altrettanto concreti

  1. miglioramento del work-life balance;

  2. aumento della motivazione;

  3. riduzione dei tempi e costi di trasferimento.

Ad esempio, il tempo medio risparmiato da uno smart worker per ogni giornata di lavoro da remoto è stimato in circa 60 minuti.

Nell’ipotesi in cui il lavoratore abbia diritto ad una sola giornata a settimana da remoto, il tempo risparmiato in un anno sarebbe di 40 ore, prezioso da investire utilmente.

Smart working: quali vantaggi per le imprese?

3 vantaggi immediati

Se un’impresa di grandi, medie o piccole dimensioni investe in lavoro flessibile con lo smart working, può ottenere benefici significativi, quali:

  1. miglioramento della produttività;

  2. riduzione dell’assenteismo;

  3. riduzione dei costi per gli spazi fisici in azienda.

Un vantaggio altrettanto tangibile 

Smart working

Cresce la soddisfazione in termini generali, perciò anche dell’azienda.

Tornando all’aspetto produttivo, si è stimato che l’incremento di produttività per un lavoratore derivante dall’adozione di un modello “maturo” di smart working è pari al 15%.

Stime indicative che tuttavia fanno cogliere le enormi potenzialità economico-sociali dello strumento.

L’entità dei vantaggi qui descritti per imprese, lavoratori e società – non si dimentichi che lo smart working consente di produrre persino benefici ambientali in termini di riduzione delle emissioni di CO2; riduzione del traffico; migliore utilizzo dei trasporti pubblici – imporrebbe, a questo punto, un piano aggiornato di interventi legislativi e regolamentativi in grado di accompagnare ed incentivare un fenomeno destinato a dare slancio e vitalità al sistema Paese Italia.

Contattaci

Powered by ChronoForms - ChronoEngine.com